GENOA-LAZIO 1-2

DERBY ARCHIVIATO E SALVEZZA AD UN PASSO


(fonte: Lalaziosiamonoi.it)


GENOVA – Non stringerà la mano a José Mourinho. Edy Reja non sarà in panchina per la sfida di domenica prossima contro l’Inter. Poco male (anche se è relativo) però se la Lazio riuscirà a tenere il campo come fatto dopo l’uscita dal campo del proprio allenatore.
L’ultima volta il bilancio dell’intreccio Roma-Milano era andato bene per la Lazio, ma fin troppo bene per la Roma. Quello di Genova dell’andata invece aveva portato frutti soltanto sulla strada della Lazio che aveva sconfitto il Genoa 1-0 in casa, mentre la Roma si era fermata sullo 0-0 a Marassi. Stavolta si può sperare che la storia si ripeta, almeno nel girone di ritorno, in cui la Lazio trova la quarta vittoria in trasferta su sette (57%) della gestione Reja, la prima doppietta stagionale contro una squadra di Serie A tra andata e ritorno. E fa esattamente come il Genoa che aveva vinto in trasferta a Parma dopo aver perso il derby.

FORMAZIONI – Nessuna sorpresa per Gasperini e Reja. Le formazioni annunciate sono quelle previste. L’unica differenza è che per il Genoa in panchina va Stephan El Shaarawy (classe ’92) al posto di Robert Gucher (’91).

LA CHIAVE – Il lassismo di fine stagione del Genoa e la voglia di vincere e di far punti della Lazio alla fine premiano la squadra ospite che a cavallo della mezzora decide una partita che si era messa subito male. È ancora il carattere, la scioltezza e il piglio disinibito con cui la Lazio affronta le gare in trasferta a decidere la partita. 

IL GENOA – Trova il gol al primo vero affondo. Palacio (3° gol in 2 partite, 7° centro in campionato) infila Muslera con un bel diagonale da fuori area. Nella prima frazione di gioco però il Genoa non fa quello che tutti si aspettano, ovvero la partita. Si limita a contenere e ripartire fino al vantaggio della Lazio. Da quel momento in poi inizia un’altra partita perché le due squadre di fatto si scambiano le parti. Gasperini era stato costretto a far entrare Mesto al posto di Moretti, arretrando Tomovic al fianco di Sokratis e Bocchetti. Il Genoa però, salvo un paio di occasioni davvero pericolose, non riesce proprio a cambiare marcia, né alla fine del primo, né all’inizio del secondo tempo. La Lazio d’altronde chiude tutti gli spazi, e neanche il vantaggio della Juventus sul Bari serve a mettere benzina nel motore di una squadra che ha comunque disputato 43 partite dal 20 agosto ad oggi. Ci vuole Morganti (!) con uno stop di petto fuori area per rilanciare un’iniziativa offensiva del Genoa con Palacio (che a Bari sarà squalificato) a servire Sculli.

LA LAZIO –Tra Criscito e Lichtsteiner è guerra di nervi, ma la Lazio aveva capito subito che da quella parte sarebbe stato difficile sfondare. Bocchetti e Criscito sono bravi in entrambe le fasi. Tant’è che da quella parte la Lazio riesce a trovare il gol solo su calcio d’angolo di Baronio con Dias che svetta di testa in area (2° gol in campionato). Dall’altra parte invece Floccari riesce a bucare la difesa rossoblu, anticipando anche l’uscita di Scarpi. E Rocchi colpisce la traversa in contropiede, servito da Floccari (commovente nel finale il suo saluto ad un vetro della tribuna) che resiste anche alla carica di un avversario. I due attaccanti biancazzurri si scambiano spesso la posizione senza dare punti di riferimento agli avversari.
Dopo il gol del vantaggio, Muslera è bravo a sventare una doppia occasione per il Genoa con Palladino e Milanetto.
Soprattutto nella ripresa, Del Nero si sacrifica molto in fase difensiva e di fatto rinuncia ad attaccare, lasciando che a farlo siano Mesto e Palladino. La gara si riaccende con la “passerella” di Edy Reja, espulso al 65’ da Morganti. I tifosi genoani accompagnano con fischi ed improperi l’uscita dal campo del tecnico friulano. Giovanni Lopez prende le redini e si comporta bene: sembra già un allenatore navigato. Lo affiancano pure Manzini e Firmani. Se sono le motivazioni che contano di più, alla fine si vede. Emblematico in tal senso lo scatto di Radu che al 78’ si fa quasi tutto il campo indisturbato. Nessuna delle due squadre dà l’impressione di voler spingere più di tanto. In pieno recupero Lopez fa entrare Siviglia al posto di Del Nero e la Lazio chiude in avanti e senza patemi d’animo. Come (a questo punto) si spera che sia il finale di stagione…

(Domenica, 25 Aprile 2010)
Torna indietro