LEDESMA AL CENTRO DELLA LAZIO

(fonte: F. Patania - Corriere dello Sport)


Ledesma e Matuzalem, come avevano già dimostrato all'epoca dell'ultima Lazio di Rossi, formano una delle coppie di centrocampisti centrali più forti della Serie A. Ma c'è una ragione precisa che spinge Reja a preferire l'argentino quando il copione tattico, a parità di condizioni fisiche, gli impone una scelta tra i due. Ledesma possiede spiccate attitudini difensive, eccelle nel recupero del pallone e nel contrasto, è un equilibratore del centrocampo. "Il 50% della squadra", dal punto di vista tattico, come riconosceva in confidenza anche un suo (importante) compagno di squadra durante il ritiro di Fiuggi, quando le preoccupazioni relative al suo rinnovo del contratto e alla possibile cessione erano entrate nello spogliatoio. Un'estate sul filo, tante incertezze, l'opera incessante di mediazione e di grande diplomazia portata avanti a lungo da Reja, che aveva rimesso Ledesma al centro della Lazio appena sbarcato a Formello da Spalato, sette mesi fa. Oggi come allora l'argentino rappresenta l'anima indiscussa del centrocampo e il motore tattico della Lazio. Perché possiede anche la capacità di muoversi quasi da stopper aggiunto, davanti alla difesa. Lo faceva ai tempi di Rossi, tornerà agli stessi compiti oggi. Il cambio di rotta imposto da Reja, deciso a passare al 4-3-1-2 per sfruttare la ricchezza del centrocampo, riporterà Ledesma al passato. Vertica basso del centrocampo, playmaker arretrato, scudiero e protettore di Hernanes, affiancato da Brocchi e Mauri, due cursori di qualità e di passo rapido. La stessa linea mediana (Brocchi-Ledesma-Mauri) che aveva traghettato la Lazio verso la salvezza nella scorsa primavera, totalizzando 24 punti in 15 giornate. Nel passato campionato giocava davanti alla difesa a tre, oggi avranno uno stopper in meno alle proprie spalle.
Reja attende le risposte del campo, prima di sposare il nuovo modulo in via definitiva, ma ritiene che non sia cambiato molto. Sono gli stessi uomini con Radu spostato a sinistra e un esterno mancino in meno. Cambia la formula, non la filosofia. "Attaccheremo sempre in cinque e difenderemo in cinque", ha raccontato ieri Reja senza riferirsi al modulo. E' semplice spiegare come. Quattro difensori in linea, esterni bloccati, più Ledesma, stopper aggiunto. Cinque attaccano? Si, perché al trio Hernanes-Rocchi-Zarate si aggiungeranno gli inserimenti di Brocchi e Mauri, pronti a correre avanti e indietro. Rispetto al debutto di Marassi, con due mediani ai suoi fianchi, Ledesma limiterà il suo raggio d'azione e non sarà costretto a spingersi sulla trequarti avversaria, come era accaduto con la Samp. La formula rischia di penalizzare Matuzalem, che aveva giocato a livelli stellari a Marassi. Il brasiliano entra così in concorrenza con Ledesma per il ruolo di centrale, ma se la condizione fisica lo assisterà potrà insidiare anche Brocchi e soprattutto Mauri nel ruolo di mezz'ala sinistra. Ballardini l'anno scorso lo faceva giocare trequartista, oggi potrebbe dare il cambio a Hernanes, ma sono tutte posizioni che richiedono un maggior dispendio fisico rispetto a quando può far coppia in mezzo al campo.
Ledesma è sereno, contento della scelta compiuta: voleva restare alla Lazio, ha onorato la promessa fatta ai tifosi alla fine del campionato. Altri giocatori, al suo posto, sarebbero andati via o avrebbero atteso la scadenza del contratto. Oggi l'Olimpico è pronto a riabbracciarlo.

(Domenica, 12 Settembre 2010)
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