LA NOTTE DELL'AQUILA

(fonte: L. Salomone / Il Tempo)

Un'emozione incredibile per i presenti perché il calcio è passione e quel rapace da 110 anni rappresenta la Lazialità in Italia e nel mondo. Quando è arrivata in tribuna autorità il popolo biancoceleste è scattato in piedi. Lei si è guardata intorno aspettando le note dell'inno per partire nel suo straordinario
volo sullo stadio che da decenni ospita la partite della Lazio. Ha volteggiato nell'aria portando con sé due laccetti biancocelesti, ha fatto l'occhiolino alla madonnina che sovrasta Monte Mario, e poi è planata leggera nonostante i dodici chilogrammi di peso sul centro del campo. Poco dopo si è posata su un scudetto della Lazio e lo show è finito. Con tre solerti agenti della Forestale pronti a bloccare il tentativo di bracconaggio quasi all'Olimpico fosse in atto un maltrattamento di una qualsivoglia specie in via d'estinzione. Solo tanto amore per l'aquila laziale, stiano tranquilli animalisti e derivati pronti a boicottare con tutti i mezzi l'iniziativa di Lotito. Presto ci saranno anche le visite guidate a Formello per fotografare il simbolo biancoceleste magari portandogli una fetta di salmone di cui va pazza. Testa bianca, zampe robuste, tipico becco forte e ricurvo e uno sguardo che ha mandato in delirio i quarantamila spettatori dell'Olimpico. Alla fine come in tutte le democrazie che si rispettino si è rinviata la scelta del nome, o meglio il referendum continuerà sul sito della Lazio anche se ormai il ballottaggio è ridotto a quattro nomi, quelli più votati finora: Libera, Skeggia, Olimpia e Vittoria. Solo tra una settimana la nuova mascotte biancoceleste avrà il suo nome ma di certo è già nel cuore di tutti quelli che amano il club più antico nella Capitale. L'esperimento sarà ripetuto per le prossime gare interne della Lazio a meno che qualche associazione animalista non blocchi solo una dimostrazione d'affetto per l'aquila.

(Giovedi, 23 Settembre 2010)
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