GRINTA DA LAZIO, RISPOSTA A IBRA

(fonte: L. Ferrajolo/ Corriere dello Sport)


E' arrivato il gol di Ibra, non si vede invece ancora il Mi­lan di Allegri. Così pieno di talen­to e di piedi buoni, non decolla. Per ora, vivacchia. La Lazio l'ha rispettato sin troppo, probabil­mente. E così ha corso il rischio di perdere la partita, dopo averla controllata a dovere. Floccari le ha evitato questa punizione, ma resta il sospetto che sia stata trop­po timida e remissiva. La verità probabilmente è semplice: sono ancora due squadre imperfette e dovevano dare risposte che non sono arrivate. Il Milan ha fatto la partita, la Lazio ha preferito aspettarlo, ma non è stata altret­tanto efficace nelle ripartenze. Così quando Ibra, su una amnesia di Dias, ha segnato il suo primo gol milanista in campionato, man­cavano 25 minuti alla fine e la La­zio ha temuto di non riacciuffare più la partita. Dentro Rocchi, poi anche Zarate, insomma tridente vero, più tridente di quello suppo­sto del Milan, e a dieci dalla fine Flocari ha rimesso le cose a posto. Il Milan, mai brillante, mai da spettacolo come lo vorrebbero i suoi principali, se non altro è par­so piuù equilibrato. E soprattutto spostando Ibra punta centrale, Al­legri ha ottenuto il risultato non disprezzabile di far girare la squadra attorno allo svedese, ri­masto troppo a margini nelle gare preedenti. Ibra non è in gran ve­na, ha sbagliato due, tre gol facili, però allungando quei trampoli e l'ormai noto scarpone 47 ha se­gnato finalmente a metà ripresa. Accanto a lui troppo fumoso e spento Ronaldinho, che avrebbe dovuto costruire ben altro e che invece è stato messo in un angolo da Cavanda, ragazzino quasi al debutto. Bene Boateng nel primo tempo, completamente assente nel secondo. Pirlo non ha illumi­nato come sa bene, infastidito dal­la marcatura di Hernanes. Insom­ma, non c'è ancora l'orchestra e i suoi migliori solisti, per giunta, non incantano.

La Lazio è stata perfetta nella fase difensiva, se si esclude la dormita di Dias sul gol di Ibra. Ha però rinunciato troppo, non è mai ripartita per far male, e sì che il Milan balla sempre sul contropie­de avversario. Foggia non ha af­fondato, Mauri un paio di volte, meglio Hernanes, che ha inventa­to il gol del pari e nel primo tem­po ha regalato gli unici bagliori la­ziali. Ma c'è voluto il gol di Ibra per rompere gli indugi e accende­re veramente la quadra. Per ve­derla più aggressiva, meno atten­dista. Gli innesti di Rocchi e poi di Zarate hanno sicuramente con­tribuito a cambiarla, però è forte il sospetto che la Lazio abbia but­tato via un'occasione, per appro­fittare di un Milan ancora in ro­daggio.

Il Milan ha cercato di fare subi­to la partita, facilitato, forse, dal­l'atteggiamento della Lazio, che ha preferito infittire il centrocam­po e aspettarlo. Reja ha giocato col fuoco e al posto di Lichtstei­ner ha presentato Cavanda, un ra­gazzino, però tosto e dotato. Gros­so il rischio, perchè Cavanda, co­me previsto, ha dovuto tenere a bada Ronaldinho e dopo qualche incertezza, ci è riuscito benissi­mo. La Lazio è stata impeccabile, o quasi, nella fase difensiva, ma ha attaccato poco e maluccio. Molti errori da una parte e dall'al­tra, gran traffico a centrocampo, qualche palleggio ad effetto di Dinho, poche le occasioni vere. Il Milan ha cercato spesso Ibra, que­sta volta punta centrale e dunque vero terminale offensvo, ma le co­se migliori le ha fatte sull'out de­stro Boateng, che spesso ha salta­to Radu. Nella Lazio, con Flocca­ri fantasma, qualche sprazzo da Hernanes, impegnatissimo anche nel marcare Pirlo, in fase difensi­va.

Ibra avrebbe potuto segnare do­po 7 minuti, ma Muslera gli è uscito tra i piedi ed ha annullato la palla gol. Ancora Ibra, poco dopo, ha sbagliato un'incornata comoda su cross di Boateng e al 18 , dopo un dribbling insistente, ha spara­to col destro, ma Muslera ha re­spinto. La Lazio ha risposto final­mente con Hernanes, sempre ele­gante, anche se un po' lento. Al 27 con una punizione da 20 metri, il brasiliano ha costretto Abbiati ad una prodezza e ancora lui, alla mezz'ora, ha sfiorato il gol con un diagonale di poco fuori. Non è sta­to più fortunato Mauri: libero sul­la sinistra ma il diagonale è stato deviato da Abbiati in spaccata, con la punta del piede.

Nella ripresa venti minuti di niente ma all'improvviso il Milan è passato in vantaggio. Lancio centrale di Seedorf e Ibra, schiz­zato tra Dias e Biava, ha saltato Muslera in uscita e, resistendo al ritorno dei laziali, ha appoggiato in rete. Colpevole Dias, completa­mente sorpreso e poco reattivo sul lancio di Seedorf. La partita si è finalmente infiammata. Reja ha inserito subito Rocchi, poi anche Zarate e al 35' è arrivato il pari. L'ha costruito Hernanes, con uno slalom elegantissimo sulla sini­stra e cross radente al centro: Floccari si è avventato, anticipan­do Thiago Silva, ed ha scaraventa­to da due passi. Allegri ha risposto con Robinho, ma è stato Zambrot­ta a sfiorare il vantaggio: con un sinistro ciclonico ha timbrato in pieno l'incrocio.

(Giovedi, 23 Settembre 2010)
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