LEDESMA, "GUIDA SPIRITUALE" E CERVELLO DI UNA LAZIO VINCENTE


(FONTE: F. Farcomeni / Lalaziosiamonoi.it)


Cristian Ledesma ha disputato a Palermo una delle migliori partite della sua carriera. Ha dato profondità e geometrie giuste alla squadra, l’ha tirata fuori dai vicoli ciechi in cui si andava a cacciare di tanto in tanto in difesa. Ha contribuito anche lui a respingere gli assalti rosanero tanto all’inizio quanto alla fine. Ledesma non si è risparmiato. Ha macinato gioco con intelligenza, come solo lui sa fare. Un mediano come pochi, anzi pochissimi in Serie A. Ordine e spazi li trova sempre al momento giusto. Le sue prestazioni di quest’anno stanno dimostrando ancora di più quanto abbia inciso la sua assenza nella prima metà dello scorso campionato. Un leader silenzioso, come l’hanno definito in molti a partire dal suo allenatore Reja. Prima della partita di Palermo, sotto lo sguardo indiscreto delle telecamere di Sky, il tecnico friulano spiegava a Cristian i suoi compiti. Lui ascoltava attentamente, senza fiatare. Tra le indicazioni probabilmente non c’era quella di tenere a bada Lichtsteiner nel diverbio con Balzaretti, né quella di abbracciare subito Dias dopo il grande intervento in scivolata pulito sul pallone a fermare Maccarone nel finale (Big Mac era in piena area di rigore, a due passi dalla porta di Muslera). Eppure Ledesma l’ha fatto: ha parlato faccia a faccia con Lichtsteiner in un momento chiave della partita, dimostrando freddezza e proprietà di linguaggio in una frazione di gioco tesa e delicata; è andato subito ad abbracciare André Dias dopo un intervento decisivo. Parole e gesti giusti nei momenti giusti. Ledesma ha dimostrato freddezza e lucidità anche nei momenti più caldi ed offuscati dell'incontro. Piccoli gesti che contano e che fanno grande un gruppo. Piccoli gesti che raccontano di una squadra sempre più unita e coesa.

(Domenica, 31 Ottobre 2010)
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