QUEI 100 PALLONI REGALATI ALL'ALUMNI
(fonte: F.Patania/Corriere dello Sport) L'unico calciatore famoso nato a Puerto Madryn e attualmente impegnato nella serie A argentina è Gabriel Mercado, difensore dell'Estudiantes, ma non è cresciuto nell'Alumni, che oggi vanta 13 squadre per un totale di 260 ragazzi. Cristian è rimasto legato al suo vecchio club e nei mesi scorsi ha voluto fare un regalo. Da Roma ha inviato 100 palloni, ma dal 20 gennaio sono fermi alla dogana di Buenos Aires. Si sta cercando di risolvere l'intoppo. E il club bianco-rosso-nero non ha dimenticato il suo campione. "Il 28 luglio, nel giorno del compleanno della nostra città, Cristian verrà insignito del titolo onorifico di sportivo simbolo di Puerto Madryn. E il torneo Apertura del 2012 dovrebbe essere legato al suo nome". Qui il campionato viene chiamato Liga de la Balle, Lega del Fieno, perché la valle del fiume Chubut è famosa per il pascolo. Da queste parti Benetton ha comprato ettari di terreno per lavorare la lana merino. A Puerto Madryn ci sono cinque club (Alumni, Almirante Brown, Deportivo Madryn, Alianza Fontana e Moreno) ma del torneo fanno parte anche le squadre di Trelew, Gaiman, Dolavon e Rawson, le città più vicine. Si vive di pesca e di turismo, nell'entroterra si lavora il porfido. L'industria trainante di Puerto Madryn resta l'Aluar, che produce alluminio per l'Argentina e lo esporta in tutto il mondo. Il lungo pontile che si vede sul lungomare consente alle navi di caricarlo e portarlo via. L'Aluar offre lavoro a cinquemila persone, di cui 1420 dipendenti: tra questi c'è anche Victor Padin, un omino piccolo, l'allenatore"pan y leche" (pane e latte) di cui parla Ledesma nella sua biografia. Sta ancora lavorando e non può arrivare in tempo al campo sterrato dell'Alumni, ma è come se ci fosse. Oggi non allena più. Il suo lo fece quando capì che Cristian sarebbe diventato calciatore.
"Para el mundo no sos nadie, para mi sos el mundo". E' l'orgoglio, il comandamento dell'Alumni. "Per il mondo non sono niente, per me sono il mondo". Lo slogan è scritto sopra un muro bianco, si trova dietro a una delle due panchine. Si vede benissimo arrivando al campo, che trasmette brividi veri, perché riporta indietro nel tempo e fa capire quanta strada ha fatto per arrivare al successo. Qui è nata la stella di Cristian Ledesma, giocatore-simbolo di Puerto Madryn e del club bianco-rosso-nero dell'Alumni. Terra aspra di Patagonia, bruciata dal sole e dal vento. Questi sì, sono campi di polvere. Quasi impossibile veder crescere l'erba, vengono fuori i sassi. "Sarebbe un sacrificio durissimo da sopportare. Per mantenere un campo in erba servirebbero troppi soldi" racconta Omar Gutierrez, attuale presidente della società in cui Ledesma ha iniziato la propria carriera. E' in maglietta a maniche corte, lavora nel cantiere, non mette solo a posto la rete della porta come chiede l'arbitro prima di dare l'inizio alla partita della Primavera. In costruzione c'è un ginnasio, che permetterà ai ragazzi di fermarsi a Puerto Madryn per studiare e giocare a calcio. Gutierrez prosegue: "L'ideale sarebbe un campo in sintetico, ma non possiamo permettercelo. Siamo orgogliosi del nostro club, nato 36 anni fa. Si chiamava Alumni anche la prima squadra fondata dagli inglesi a Buenos Aires. E siamo fieri di possedere un simbolo come Cristian. Questa non è terra di calciatori".







