QUEI 100 PALLONI REGALATI ALL'ALUMNI

(fonte: F.Patania/Corriere dello Sport)


"Para el mundo no sos nadie, para mi sos el mundo".
E' l'orgoglio, il comanda­mento dell'Alumni. "Per il mondo non sono niente, per me sono il mondo". Lo slogan è scritto sopra un muro bianco, si trova dietro a una delle due panchine. Si vede benissimo arrivando al campo, che trasmette brividi ve­ri, perché riporta indietro nel tempo e fa ca­pire quanta strada ha fatto per arrivare al successo. Qui è nata la stella di Cristian Le­desma, giocatore-simbolo di Puerto Madryn e del club bianco-rosso-nero dell'Alumni. Terra aspra di Patagonia, bruciata dal sole e dal vento. Questi sì, sono campi di polvere. Quasi impossibile veder crescere l'erba, ven­gono fuori i sassi. "Sarebbe un sacrificio du­rissimo da sopportare. Per mantenere un campo in erba servirebbero troppi soldi" rac­conta Omar Gutierrez, attuale presidente della società in cui Ledesma ha iniziato la propria carriera. E' in maglietta a maniche corte, lavora nel cantiere, non mette solo a posto la rete della porta come chiede l'arbi­tro prima di dare l'inizio alla partita della Pri­mavera. In costruzione c'è un ginnasio, che permetterà ai ragazzi di fermarsi a Puerto Madryn per studiare e giocare a calcio. Gu­tierrez prosegue: "L'ideale sarebbe un campo in sintetico, ma non possiamo permettercelo. Siamo orgogliosi del nostro club, nato 36 an­ni fa. Si chiamava Alumni anche la prima squadra fondata dagli inglesi a Buenos Ai­res. E siamo fieri di possedere un simbolo co­me Cristian. Questa non è terra di calciatori".
 

L'unico calciatore famoso nato a Puerto Madryn e attualmente impegnato nel­la serie A argentina è Gabriel Mercado, di­fensore dell'Estudiantes, ma non è cresciuto nell'Alumni, che oggi vanta 13 squadre per un totale di 260 ragazzi. Cristian è rimasto le­gato al suo vecchio club e nei mesi scorsi ha voluto fare un regalo. Da Roma ha inviato 100 palloni, ma dal 20 gennaio sono fermi alla do­gana di Buenos Aires. Si sta cercando di risol­vere l'intoppo. E il club bianco-rosso-nero non ha dimenticato il suo campione. "Il 28 lu­glio, nel giorno del compleanno della nostra città, Cristian verrà insignito del titolo onori­fico di sportivo simbolo di Puerto Madryn. E il torneo Apertura del 2012 dovrebbe essere legato al suo nome".
 

Qui il campionato viene chiamato Li­ga de la Balle, Lega del Fieno, perché la val­le del fiume Chubut è famosa per il pascolo. Da queste parti Benetton ha comprato ettari di terreno per lavorare la lana merino. A Puerto Madryn ci sono cinque club (Alumni, Almirante Brown, Deportivo Madryn, Alian­za Fontana e Moreno) ma del torneo fanno parte anche le squadre di Trelew, Gaiman, Dolavon e Rawson, le città più vicine. Si vive di pesca e di turismo, nell'entroterra si lavo­ra il porfido. L'industria trainante di Puerto Madryn resta l'Aluar, che produce alluminio per l'Argentina e lo esporta in tutto il mondo. Il lungo pontile che si vede sul lungomare consente alle navi di caricarlo e portarlo via. L'Aluar offre lavoro a cinquemila persone, di cui 1420 dipendenti: tra questi c'è anche Vic­tor Padin, un omino piccolo, l'allenatore"pan y leche" (pane e latte) di cui parla Ledesma nella sua biografia. Sta ancora lavorando e non può arrivare in tempo al campo sterrato dell'Alumni, ma è come se ci fosse. Oggi non allena più. Il suo lo fece quando capì che Cri­stian sarebbe diventato calciatore.

(Mercoledi, 06 Aprile 2011)
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