Chi era l'allenatore? Un certo Delio Rossi, per me un maestro. Con Rossi si lavora tantissimo ed è un severo gestore di giovani talenti. Quante volte mi ha tolto dal campo...quante volte mi ha tenuto sulla corda....quante volte mi ha fatto sentire trasparente. Poi ho capito : è la sua strategia.
Lui usa questa particolare tecnica di "indifferenza" e "distacco" proprio verso quei giocatori da cui vuol tirare fuori il meglio, tutto. E anche di più se è possibile.
Con la maglia del Lecce ho trascorso 4 anni belli ma anche difficili. Non è una passeggiata giocare in una provinciale che deve sempre fare la spola tra serie B (dove vinci i campionati e ti senti un re) e la serie A (dove sei sempre l'ultima ruota del carro e devi lasciare anche le lacrime in campo pur di salvarti....e spesso non ci riesci).
Sono riuscito a ritagliarmi però anche dei momenti molto belli e importanti come le promozioni in serie A dominando dalla prima all'ultima giornata il campionato cadetto; oppure facendo la conoscenza di personaggi carismatici come Zeman e Angelo Gregucci, per me un grandissimo professionista che è stato anche il primo "assaggio" del mondo-Lazio; un altro ricordo indimenticabile ed emozionante è stato essere scelto dal Milan a far parte della tourneè in Cina, come giovane promessa.
Dunque Lecce è stata una grossa esperienza formativa nonchè il mio trampolino di lancio verso il calcio che conta e, per dirla tutta, anche verso la scelta di vita più importante nel privato.






